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Rese a più 20% e livelli più alti di gradi Brix e polifenoli per i vigneti bio di Nero d’Avola

Alta produttività per i vigneti e qualità dei mosti con i biostimolanti e fertilizzanti naturali ILSA nell’esperienza dei vigneti Patri’ in provincia di Caltanissetta.

11/05/2020

(Arzignano, VI). Svariati produttori vitivinicoli che operano in regime biologico, utilizzando i biostimolanti e fertilizzanti ILSA, hanno ottenuto nel 2019 sia maggiori rese produttive sia uve che hanno generato mosti con indici migliori in termini di gradi Brix e polifenoli.

A Butera, in provincia di Caltanissetta, ad esempio, l’azienda vitivinicola Patrì, nota per l’altissima qualità dei suoi vini, ha integrato nella strategia aziendale su vitigni biologici di Nero d’Avola un biostimolante vegetale ILSA a base di idrolizzato enzimatico di Fabaceae. Ne è risultato un netto aumento dell’attività fotosintetica chiaramente dimostrato dal verde brillante della vegetazione e l’annullamento di zone clorotiche, evidenti invece nella parte di campo gestita con gli stessi trattamenti senza il biostimolante vegetale.
L’efficacia dell’idrolizzato è dovuta al fatto che, per formularlo, ILSA adotta biotecnologie all’avanguardia, a basso impatto ambientale e, al tempo stesso, altamente efficienti nell’estrarre le sostanze ad azione biostimolante.

Come e’ stato applicato il biostimolante vegetale?

Il biostimolante vegetale è stato applicato già a partire da germogli di 15-20 cm, a 2 kg/ha ed ogni due settimane in miscela a microelementi e prodotti a base di rame e zolfo. Le applicazioni sono continuate in fase di fioritura completa e di post-allegagione, sempre ogni due settimane durante lo sviluppo degli acini.

La strategia completa

Nella strategia adottata presso Patri’, sono stati integrati altri formulati ILSA a base della sua matrice organica Gelamin® - Gelatina idrolizzata fluida per uso agricolo, ad alto contenuto di amminoacidi. I benefici si sono quindi visti anche in termini di allegagione (minore acinellatura) e di sviluppo dei grappoli, che nella parte di vigneto trattato risultavano più allungati e più “aperti”, aspetto fondamentale per ridurre i rischi di marciumi in una varietà a grappolo molto chiuso come il Nero d’Avola.

I risultati, alla vendemmia

La maggiore attività fotosintetica, la migliore allegagione e conformazione dei grappoli e la minore incidenza di marciumi ed altri tipi di stress ha portato, alla vendemmia, sia ad un aumento della resa, con un eclatante più 20%, sia della qualità misurata in termini di grado zuccherino e di contenuto di polifenoli nel mosto, più alti rispetto alla tesi non trattata, a parità di pH e nonostante un’acidità leggermente più alta.

I biostimolanti e fertilizzanti speciali ILSA, utilizzati in questa esperienza dalla casa vinicola Patri’, possono essere miscelati con qualsiasi formulato commerciale, anche fitofarmaci, grazie alla loro stabilità ed alle caratteristiche di pH subacido e bassissima salinità derivanti proprio dall’esclusivo processo di idrolisi enzimatica con cui sono prodotti.

Viticoltura biologica e convenzionale: i moderni input agricoli ILSA azzerano le differenze e possono ridurre l’uso di prodotti chimici di sintesi dai vigneti

Sono prodotti naturali ed a basso impatto ambientale che, applicati in vigneti in regime biologico, consentono di ottenere standard produttivi e qualitativi paragonabili, se non migliori, rispetto alla gestione in convenzionale, limitando tra l’altro il ricorso a prodotti chimici di sintesi.

L’approccio naturale e sostenibile, anche economicamente, alla viticoltura è oggi quindi possibile senza scontare perdite produttive che caratterizzavano i vigneti bio sino a qualche anno addietro.

“E’ da oltre un decennio – spiega Angelo Cifarelli del servizio agronomico ILSA – che la nostra azienda sta testando e migliorando le formulazioni per consentire produzioni vitivinicole bio che nulla hanno da invidiare, anche in termini di redditività, a quelle convenzionali”. Con l’aggiunta della migliore salubrità dei prodotti e del basso impatto ambientale, a conferma della grande attenzione verso il consumatore. Molti i vignaioli che, pur non essendo certificati bio, usano comunque i prodotti ILSA ammessi in agricoltura biologica, contribuendo così ad una riduzione generale dell’impatto di queste coltivazioni sull’ambiente.




Foto 1: in occasione del sopralluogo dell’11 giugno 2019, erano evidenti le differenze tre le due parcelle dello stesso vigneto di Nero d’Avola.
La parte a destra risultava molto più sviluppata dal punto vegetativo e con un colore molto più verde della vegetazione.

Tesi ILSA Tesi Aziendale
Resa in uva 200 q/ha 160 q/ha
Risultati Analisi Mosto - 19/09/2019
Gradi Brix 22,8 22,1
Acidità totale (g/L di acido tartarico) 6,75 6,2
pH 3,05 3,11
Polifenoli totali (mg/L) 640 610

Tab.1: sintesi dei risultati produttivi e qualitativi di Nero d’Avola nella prova del 2019 presso l’azienda Patrì.




Foto 2: In pre-vendemmia, si notavano i benefici effetti sull’allegagione e sulla conformazione
più regolare dei grappoli di Nero d’Avola della Tesi ILSA.

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