Redazionali

Buono a Sapersi!
Il ciclo dell'azoto

30/03/2012

L’azoto, così importante da arrivare a costituire il 5% dei tessuti in certe colture.

Si sa che l’azoto è importante per le piante ma forse non ci si rende conto di quanto! In realtà rappresenta dall’ 1 al 3% della sostanza secca dei tessuti delle piante mature, mentre nelle colture giovani arriva fino al 5 o 6% ( sotto forma di proteine, enzimi, acidi nucleici, clorofilla e alcune vitamine). Dipende certo dal tipo di pianta: per esempio negli steli del frumento tenero si trova una percentuale bassa, attorno allo 0,4 mentre, all’estremo opposto si arriva fino al 5% nelle foglie giovani di erba medica o al 4,8% nella soia. Quindi è facile capire perché con una carenza di azoto la pianta produca meno e vada incontro a molte difficoltà di crescita.


Ma l’eccesso di azoto invece?

Niente di buono comunque: dal rallentamento dello sviluppo delle piante e allungamento del ciclo biologico, debolezza, rischi di rottura dei fusti, fino a maggiori necessità di acqua. In natura l’azoto si può trovare sia in forma organica che in forma minerale e deriva da diverse fonti : azoto molecolare o elementare (N2); azoto nitrico (NO3-); azoto nitroso (NO2-); azoto ammoniacale (NH4+); azoto organico negli amminoacidi dei composti organici in forma amminica (NH2-)*.

Nel suolo l’azoto si trova in forma organica all’interno di composti organici azotati costituenti gli organismi viventi, la biomassa in via di decomposizione e nell’humus. In percentuale le forme organiche nel suolo sono più abbondanti di quelle inorganiche (oltre il 95% dell’azoto totale). Nella forma organica però l’azoto non è prontamente utilizzabile dalle piante ma deve subire un processo di mineralizzazione, cioè essere trasformato dai batteri presenti nel suolo in forma inorganica ammoniacale e nitrica, prima di poter essere assorbito dalle radici.. E’ curioso il fatto che se un ettaro di suolo mediamente fornito di azoto, che abbiamo stimato contenere circa 6.500 kg di azoto, solo una minima quantità, circa l’1% del contenuto totale (65 kg ha-1 nel nostro esempio), può trovarsi in una forma assorbibile dalle piante.* Ecco perchè è importante ripristinare azoto nel terreno, ma azoto naturale, efficiente, disponibile per le piante quando esse lo richiedono come ad esempio Agrogel® la gelatina idrolizzata per uso agricolo di ILSA, risultato di oltre 50 anni di innovazione, ricerca e sperimentazione.


E quando si parla di ciclo dell’azoto a cosa ci si riferisce?

Al fatto che l’azoto atmosferico viene trasformato in forme azotate che sono utilizzabili dagli organismi viventi e che rappresentano l’unità minima per la sintesi di composti organici indispensabili, quali proteine ed acidi nucleici. Questo ciclo nasce dall’impossibilità da parte degli organismi viventi di utilizzare l’azoto elementare presente nell’atmosfera per le loro attività metaboliche: attori principali di queste trasformazioni sono alcune famiglie di batteri presenti nel suolo, ognuna responsabile di un processo specifico del ciclo. In modo indiretto rientrano nel ciclo dell’azoto come “beneficiari” gli organismi vegetali ed animali: i prodotti di scarto del metabolismo microbico, infatti, vengono assorbiti dalle piante per il loro metabolismo azotato. Parte dell’azoto organicato dalle piante passa quindi agli animali seguendo la catena alimentare e, infine, con la decomposizione dei resti organici l'elemento viene restituito al suolo, potendo così ritornare nell'atmosfera grazie all'azione di alcuni batteri specializzati.

* per tutti questi aspetti, se vuoi, puoi richiederci un approfondimento.