Redazionali

Buono a Sapersi!
L'olio italiano, più valorizzazione e più competitività sui mercati internazionali

21/09/2020

L’olivo coltivato (Olea europaea) è una pianta estremamente longeva ed appartiene alla vasta famiglia delle Oleaceae. Il frutto nelle cultivar da olio è una drupa ovoidale di 2-3 grammi, con polpa carnosa, ricca di olio (25-30%) ed epidermide dal vario colore (verde, violaceo, fino al nero).
L’olivo è una pianta sempreverde, la cui attività vegetativa è pressoché continua, predilige i terreni sciolti o di medio impasto, freschi e ben drenati, anche calcarei.
La coltivazione è favorita da climi temperato-caldi, con inverni miti, senza prolungati abbassamenti di temperatura, precipitazioni non abbondanti e umidità moderata. L’olivo è una specie rustica, dotata di un vigoroso apparato radicale in grado di esplorare un ampio volume di suolo, ma nonostante ciò la concimazione riveste un’importanza primaria, soprattutto se si vogliono ottenere produzioni abbondanti e di qualità. 


Gli elementi che hanno un ruolo fondamentale nella nutrizione dell’olivo sono azoto (N), fosforo (P), potassio (K) e boro (B). Gli altri elementi nutritivi (calcio, magnesio, zinco, rame, manganese, molibdeno, ecc.) svolgono funzioni altrettanto importanti, soprattutto perché aiutano a prevenire fisiopatie dovute a squilibri o carenze nutrizionali; inoltre essi sono utili per assicurare il giusto completamento del ciclo produttivo e sostenere i frutti in prossimità della raccolta agendo da catalizzatori delle funzioni biochimiche della pianta.

Lo scenario italiano nel settore olivicolo:

La produzione olivicola italiana è concentrata nelle regioni del centro-sud (Puglia, Sicilia, Calabria, Abruzzo, Campania, Lazio), seguite da Toscana, Liguria e Veneto. Con circa 1.150.000 ettari coltivati e 400.000 tonnellate di olio d’oliva prodotto, l’Italia è tra le prime al mondo. Negli ultimi anni in Italia però la produzione stenta ad aumentare per cause connesse ai cambiamenti ambientali e la pressante competizione sul prezzo di vendita che non incentiva la coltivazione.
Ci sono diversi aspetti che hanno scoraggiato i coltivatori italiani ad investire in questa coltura, come:

  • costo di produzione e di gestione troppo elevato rispetto al costo sostenuto dai coltivatori stranieri (spagnoli, cileni, tunisini, turchi, ecc.);
  • prezzi competitivi dell’olio di provenienza straniera (inferiori a 3 €uro/l) che talvolta sono dovuti a processi d’innovazione avvenuti soprattutto oltreconfine;
  • contraffazione e scandali ecc.

Così è facile trovare sul mercato oli stranieri di altissima qualità ed a prezzi più competitivi. In Italia, invece, il mantenimento, in alcune zone, di tecniche tradizionali ed obsolete determina ancora la presenza di oliveti raccolti a mano e sistemi di trasformazione poco efficienti.

Le linee guida per valorizzare il settore olivicolo italiano:

In base all’areale di coltivazione e alle esigenze del mercato è possibile adottare un regime di coltivazione in biologico con l’ausilio di biostimolanti naturali e specialità nutrizionali, che permettono di ottenere olio di qualità eccellente a prezzi competitivi sul mercato; oppure la coltivazione di oliveti in intensivo o super-intensivo (oltre 1.000 piante/ha) dai quali ottenere una resa elevata che consente di abbattere i costi di gestione dell’impianto e permette comunque di ottenere un olio di buona qualità.

La metodologia nutrizionale ILSA, sfruttando le conoscenze relative alle esigenze dell’olivo e nel tentativo di ottimizzare le produzioni e ridurre i costi, ha cercato in questi anni di proporre soluzioni efficaci mediante l’uso dei suoi biostimolanti naturali e di specialità nutrizionali.

ILSA prevede interventi di concimazione in fertirrigazione e in applicazione fogliare. Interventi che permettono di ridurre fino al 50% la quantità di unità fertilizzanti somministrate al suolo. Questo non è l’unico vantaggio in termini di costi, perché la perfetta stabilità e miscibilità delle matrici organiche di ILSA consente di miscelare i suoi prodotti con i prodotti fitosanitari per effettuare interventi mirati durante il ciclo colturale (aprile per l’occhio di pavone, giugno per la tignola e luglio-agosto per la mosca). Ciò consente di abbattere i costi di gestioni dell’oliveto. Dall’esperienza in campo condotta negli ultimi anni è confermato che la strategia di ILSA ha determinato:

  • un incremento della resa finale in olive ed in olio;
  • un aumento dell’attività fotosintetica delle piante con conseguente maggior accrescimento vegetativo e riduzione del fenomeno di alternanza;
  • un aumento della tolleranza delle piante a stress abiotici e fisiologici (aspetto fondamentale quando aumenta la densità d’impianto);
  • una riduzione dei tempi di raccolta meccanica, grazie ad una rapida assimilazione del potassio (essenziale per il distacco delle olive in fase di raccolta). Ridurre i tempi di raccolta e di attesa per la molitura, inoltre, consente di limitare i fenomeni di ossidazione ed irrancidimento che riducono la qualità finale dell’olio.

L’esperienza su olivo (Olea europaea):

Prove agronomiche condotte dall’Ufficio Agronomico ILSA presso l’azienda Nuzzaco situata a Cassano delle Murge (BA), hanno dato risultati univoci sull’efficacia dei biostimolanti e delle specialità nutrizionali a base di Gelamin® (Gelatina idrolizzata fluida per uso agricolo) ed Idrolizzato enzimatico di Fabaceae® (ufficialmente registrato in Italia come “Prodotto ad azione specifica - Biostimolante").
Durante il ciclo colturale sono stati eseguiti vari trattamenti di fertilizzazione seguendo il protocollo riportato sotto:

Fase Tesi ILSA 1 - Completa Tesi ILSA 2 - Solo fogliari Testimone
FERTIRRIGAZIONE
05/09/2014

Etixamin DF: 20 kg/ha

Acido ortofosforico: 16 kg/ha

Urea: 17 kg/ha

Acido ortofosforico: 16 kg/ha

Urea: 17 kg/ha

Acido ortofosforico: 16 kg/ha

15/09/2014

Ilsactive Finale: 25 kg/ha

Acido ortofosforico: 16 kg/ha

Nitrato di K (13.0.46): 25 kg/ha

Acido ortofosforico: 16 kg/ha

Nitrato di K (13.0.46): 25 kg/ha

Acido ortofosforico: 16 kg/ha

APPLICAZIONI FOGLIARI
05/05/2014

Ilsacrop: 15 kg/ha

Ilsamin Boro: 2 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Ilsacrop: 15 kg/ha

Ilsamin Boro: 2 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Urea liquida: 15 kg/ha

Prodotto a base di boro: 2 kg/ha

15/05/2014

Ilsacrop: 15 kg/ha

Ilsamin Boro: 2 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Ilsacrop: 15 kg/ha

Ilsamin Boro: 2 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Urea liquida: 15 kg/ha

Prodotto a base di boro: 2 kg/ha

24/06/2014

Ilsacrop: 15 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Ilsacrop: 15 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Urea liquida: 15 kg/ha

20/08/2014

Etixamin: 3 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Etixamin: 3 kg/ha

IlsaC-on: 1,5 kg/ha

Prodotto a base di K: 3 kg/ha

Risultati:
Dai rilievi biometrici si deduce che i trattamenti eseguiti con i prodotti a base di Gelamin® ed Idrolizzato enzimatico di Fabaceae® rispetto al Testimone hanno favorito:

  • un incremento della resa finale del 80% e 57% rispetto al Testimone;
  • un aumento della percentuale in olio del 8% e 12% rispetto al Testimone;
  • una facilità di distacco delle drupe.

I risultati ottenuti confermano che è possibile ottenere rese elevate in olive ed in olio senza dover aumentare i costi di gestione.

Raccolta e molitura: 15/11/2014 Tesi ILSA 1 - Completa Tesi ILSA 2 - Solo fogliari Testimone
Resa olive (kg/pianta) 32,0 27,8 17,7
Resa in olio (% kg/q) 12,35 12,87 11,50

Per vedere e scaricare tutti i dettagli relativi alla prova dimostrativa svolta dal Servizio Agronomico ILSA, registrati sul sito www.ilsagroup.com per accedere alla sezione coltura “olivo”. Potrai così vedere come sono posizionate le nostre specialità nutrizionali e biostimolanti in funzione delle fasi fenologiche.