Redazionali

Buono a Sapersi!
Il riso nutre il mondo. E ILSA ci pensa

11/03/2013

L’Italia, con i suoi 230 mila ettari di risaie, ha il primato in Europa della coltivazione del riso.

La maggior parte si trovano tra Vercelli, Pavia, Novara e Milano. Facile capire quanto sia importante garantire che la sua nutrizione sia all’insegna dell’eco-sostenibilità. Per questo ILSA ha studiato soluzioni innovative di concimazione, adatte anche all’agricoltura biologica, che garantiscono produzioni migliori, anche superiori a 80 q/ha, e rispetto dell’ambiente.

Strategico è l’utilizzo dei suoi fertilizzanti a base di Agrogel®, gelatina idrolizzata per uso agricolo di sua esclusiva produzione. Se la vostra è un’azienda biologica vi consigliamo particolarmente Fertil e Fertorganico, prodotti con il 100% di Agrogel®. Si può concimare un’unica volta, oppure, se vi sono terreni molto sabbiosi, ripartire parte alla semina e parte al massimo entro giugno.

Se siete un’azienda convenzionale invece, oltre a Fertil e Fertorganico, potete anche usare gli organo-minerali Azotil, Azoslow e Azoka, alternati tra loro e con la medesima tecnica.

Agrogel® è green per tante ragioni. Prima di tutto non è soggetto a lisciviazioni e volatilizzazioni, a tutto vantaggio dell’ambiente. Poi permette di ridurre fino ad uno gli interventi di concimazione, meglio se durante la preparazione del letto di semina (fine aprile/maggio, a seconda della varietà) o nella prima “asciutta”.
Questo perché il rilascio graduale e prolungato di azoto da Agrogel® copre tutto il ciclo colturale, essendo strettamente legato all’attività microbiologica del suolo che degrada la matrice proteica. Questo crea un apporto azotato continuo e costante che rende le piante meno suscettibili al “brusone” ed ai rischi di allettamento, fitopatologie direttamente correlate ad apporti di azoto eccessivi.

In occasione di trattamenti antiparassitari, si raccomanda l’impiego di Cerealmax Plus Micro, a base di Gelamin®, gelatina idrolizzata fluida per uso agricolo. Aggiunto alla soluzione, permette un’integrazione azotata che consente di stimolare il vigore delle piante, oltre a migliorare la bagnabilità della soluzione.

Attenzione all’utilizzo di prodotti azotati a rapida cessione.

Talvolta la tradizionale metodica dei 3 interventi con azoto ureico, durante il ciclo colturale, può comportare alcuni svantaggi. Per esempio in risaia le perdite di azoto per lisciviazione risultano particolarmente alte.

Ma anche l’eccesso di vigore che si ha subito dopo l’intervento, soprattutto quello in fase di levata, può risultare un boomerang perché è in questo momento che Pyricu­laria oryzae, cioè il fungo responsabile del “brusone”, trova le condizioni ideali per attaccare le piante.