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Perchè scegliere l'olio di oliva rispetto all'olio di semi?

28/10/2015

A differenza di un seme, l’oliva è ricca d’acqua (circa il 50% in peso): questo permette l’estrazione dell’olio con mezzi naturali. Con la molitura si trasformano le olive in pasta per poi spremere e separare l’acqua e l’olio dalle parti solide del frutto. Successivamente acqua e olio vengono separati con una centrifugazione.


Gli oli di semi sono ottenuti invece con un intervento tecnologico complesso che prevede trattamenti chimici. La qualità di un olio extravergine di oliva dipende in misura determinante dalla qualità (integrità, vigore, sanità) delle olive, mentre la qualità di un olio di semi dipende pochissimo dalla qualità dei semi.


Da olive cattive non si può fare un olio vergine buono, mentre da cattivi semi si può fare un olio di semi conforme agli standard di mercato. Mentre la qualità dell’uno è determinata dalla natura e dalle scelte dell’agricoltore, la qualità dell’altro dalla tecnologia. L’olio d’oliva è più digeribile grazie alla sua elevata concentrazione di acidi grassi monoinsaturi, tra cui spicca l’acido oleico, utile per un migliore funzionamento delle funzioni epato-biliari. Un olio più gustoso quale quello di oliva, inoltre, rende i cibi più appetitosi e quindi, sollecitando maggiormente i succhi gastrici, li rende più digeribili. L’olio di semi è più chiaro e meno saporito, ma non per questo più digeribile. L’olio d’oliva protegge cuore ed arterie, rallenta l’invecchiamento cerebrale, previene l’arteriosclerosi, abbassa il livello di colesterolo “cattivo” (LDL) e incrementa il colesterolo “buono” (HDL), protetto dagli acidi grassi monoinsaturi di cui è ricco l’olio d’oliva, previene il deterioramento delle cellule.

La qualità di un olio di oliva si ottiene scegliendo adeguatamente l’ambiente di coltivazione e le varietà, evitando attacchi parassitari, raccogliendo le olive nel periodo più adatto, effettuando la raccolta delle olive dall’albero e non a terra, mettendo le olive raccolte in cassette di plastica forate e non in sacchi, conservandole in ambienti freschi e ventilati, molandole entro 24-48 ore e gestendo adeguatamente i sistemi estrattivi, curando in particolare l’igiene, il limitato contatto con l’ossigeno ed il controllo delle temperature.


 


 Un aiuto importantissimo al coltivatore viene dalle soluzioni ILSA per un olio di qualità: concimare il terreno in primavera con Elenne Micro Olivo (che apporta in modo equilibrato, i nutrienti che la coltura richiede), distribuire dopo la fioritura Azoslow e dopo la raccolta Fertorganico (che aiuta e nutre la produzione dei frutti e l’accumulo degli acidi) sono scelte di sicuro successo. A queste sarà sempre utile associare interventi fogliari con Ilsamin Boro e Ilsamin Calcio, oltre ai biostimolanti di sicura affidabilità come Glucos K e IlsaVis+ per stimolare la nutrizione dei micronutrienti necessari e le concentrazioni degli acidi grassi.

 Sfatiamo un luogo comune?
Capita di sentire persone che acquistano olio appena prodotto e lo fanno invecchiare, per consumarlo a distanza di mesi. E’ come comprare del pane fresco per poi mangiarlo dopo due o tre giorni, quando è vecchio. E’ la stessa linea di chi non preferisce olio extra vergine puro, dal sapore piccante, associando tale caratteristica ad un’alta acidità.