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Olivo: maggior produzione e tolleranza a stress ambientali con la metodologia ILSA

30/05/2019

In olivicoltura un oliveto deve essere mantenuto in maniera tale da permettere una gestione economicamente conveniente per l’imprenditore agricolo. Per questo occorre che siano ottimizzati i fattori (luce, temperatura, disponibilità di elementi nutritivi ed acqua) che influenzano i processi fisiologici e biologici alla base dell’accrescimento vegetativo e produttivo della pianta (quantità e qualità) e che sia resa possibile, durante il ciclo colturale, la concimazione con l’impiego di prodotti naturali ad azione specifica sul metabolismo della pianta stessa.



Importanti sono anche i fattori ambientali che incidono sulla fruttificazione, sulla resa e sulla qualità dell’olio; in particolare:

  • i rischi di gelate tardive (aprile-maggio) e/o precoci (autunnali, che danneggiano i frutti e quindi l’olio che se ne estrae);
  • i rischi di temperature molto alte > 40-45 (°C) e prolungate nel tempo possono determinare fortissime limitazioni nelle risposte vegeto-produttive degli olivi, soprattutto se sono associate a situazioni di carenza idrica. Un altro aspetto fondamentale riguarda la qualità dell’olio, perché la temperatura può influenzare la composizione acidica ed il contenuto in polifenoli. Le alte temperature tendono a ridurre il contenuto di acido oleico e ad aumentare quello in acido palmitico e/o linoleico. Quando le temperature sono piuttosto alte si ha anche un aumento dell’acido linolenico; inoltre temperature relativamente elevate durante il periodo di raccolta accelerano i processi di alterazione delle olive e quindi dell’olio che se ne estrae;
  • forti carenze idriche durante la fase di accrescimento del frutto ed accumulo dell’olio (agosto-settembre) possono determinare l’insorgenza in quest’ultimo del difetto di secco/legno;
  • elevata umidità dell’aria, che frequentemente si può avere in fondovalle, in vicinanza di laghi ed in zone costiere, favorisce l’attacco di patogeni (in particolare dell’occhio di pavone) e fitofagi (in particolare della mosca e della cocciniglia), determinando condizioni di maggiori difficoltà per l’olivo;
  • quando il pH del suolo raggiunge valori intorno a 5,5 iniziano a manifestarsi sia problemi di tossicità, dovuti ad un elevato rilascio nella soluzione del terreno di ioni quali alluminio e manganese, sia l’immobilizzazione di altri elementi nutritivi (calcio, magnesio, potassio, fosforo, molibdeno, boro, rame).

L’olivo è soggetto in tutte le sue fasi di sviluppo a numerosi fattori ambientali, climatici e nutrizionali, che ne regolano il comportamento vegeto-produttivo. La metodologia nutrizionale ILSA, sfruttando le conoscenze fisiologiche dell’olivo e al fine di ottimizzare le produzioni, ha cercato di migliorare tali fasi di sviluppo mediante l’uso di biostimolanti e specialità nutrizionali ottenuti da processi produttivi innovati ed eco-friendly ed aventi un'azione specifica sul metabolismo vegetale.



L’esperienza su olivo (Olea europaea L):
Prove agronomiche eseguite negli anni in Italia hanno riconfermato l’efficienza dei biostimolanti e specialità nutrizionali ILSA a base di matrice organica (Agrogel®, Gelamin® ed Idrolizzato di Fabaceae) nel favorire la fioritura ed allegagione di nuovi frutticini e nello sviluppo di nuova vegetazione anche in condizioni di stress ambientale (gelate tardive, siccità, ecc.) e nell’incrementare la resa finale in olive ed in olio durante le operazioni di molitura.


Per vedere e scaricare tutti i dettagli relativi alle prove dimostrative svolte in passato dal servizio agronomico ILSA, accedi al sito www.ilsagroup.com alla sezione coltura “olivo”. Potrai così vedere come sono posizionate le nostre specialità nutrizionali e biostimolanti in funzione della fase fenologiche.

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