Redazionali

Invaiatura breve e uva di qualità: ecco la connessione.

14/05/2022

Nelle uve rosse il colore del grappolo inizia a formarsi nella fase fenologica denominata invaiatura. Durante questo processo, che può durare dalle 2 alle 4 settimane, gli acini delle uve virano il loro colore dal verde al rosso. Così inizia la fase della maturazione dell’uva. Una maturazione corretta è fondamentale per ottenere uve di qualità atte alla produzione di grandi vini e un’invaiatura breve è il primo passo per l’ottenimento di una maturazione uniforme. Nelle uve rosse il colore viene conferito dalla disponibilità dei polifenoli presenti nelle bucce, in particolare da molecole chiamate antociani. La disponibilità di queste molecole aumenta nel corso della maturazione per poi andare a calare nella fase di sur-maturazione, quando la consistenza della buccia dell’uva viene meno. Per questo è molto importante individuare il picco di estraibilità degli antociani, per poter trasferire il massimo potenziale di colore dalle uve al vino.


Gli stress abiotici estivi, come caldo, siccità e carenze nutrizionali, portano dei blocchi all’attività fotosintetica della vegetazione, causando una disformità nell’ingrossamento degli acini e quindi un’invaiatura molto lunga.
Allo stesso tempo un eccesso di vigoria sottrae energia alla crescita corretta degli acini accentuando l’insorgenza di carenze e portando alla comparsa del fenomeno dell’acinellatura. Se l’ingrossamento degli acini non avviene in modo corretto, l’invaiatura risulterà lunga.


Un’invaiatura molto lunga porta a una maturazione disforme con acini dello stesso grappolo e grappoli dello stesso appezzamento che raggiungono il picco di estraibilità degli antociani in fasi diverse, rendendo così impossibile ottenere la massima espressione in colore del vitigno.


È possibile gestire gli stress abiotici estivi senza creare squilibrio vegeto-produttivo utilizzando IlsaC-on, un biostimolante di origine vegetale a base di idrolizzato enzimatico di Fabaceae. Nel 2021 si è svolto il primo di due anni di prove in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (TN). La varietà scelta per effettuare la sperimentazione è il Pinot nero, in particolare in un appezzamento di proprietà della Fondazione attinente al centro di trasferimento tecnologico.

Il Pinot nero è notoriamente una varietà a basso contenuto di antociani e che fatica a raggiungere colorazioni intense. Su parcelle randomizzate, sono state effettuate quattro applicazioni fogliari di IlsaC-on (2 kg/ha) a partire da allegagione avvenuta e a cadenza di 15 giorni che hanno portato ad una riduzione del periodo di invaiatura, migliorando così la maturazione dell’uva. Infatti, l’indice PMI (polyphenolic meter index), che esplicita il potenziale in polifenoli delle uve analizzate, è stato incrementato in maniera statisticamente significativa portando il valore del trattato con IlsaC-on a 188,7 rispetto a 180,7 del non trattato

I concimi e i biostimolanti fogliari ILSA sono ottenuti grazie all’utilizzo di un processo di idrolisi enzimatica che conferisce pH sub-acido e bassa conducibilità elettrica all’idrolizzato enzimatico di Fabaceae, caratteristiche che rendono IlsaC-on miscibile con qualsiasi prodotti fitosanitario. Con i biostimolanti ILSA sono assicurati un equilibrio vegeto-produttivo ottimale e l’aumento del colore dell’uva.



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