Nuovi impianti Arborei

L’impianto è la fase cruciale per creare le premesse di una buona nutrizione ed un equilibrato sviluppo. Infatti, lo “scasso”, cioè le profonde lavorazioni che precedono l’impianto, permettono di far andare in profondità gli elementi meno mobili.

E’ necessario anzitutto fare un’analisi del terreno in cui si vuole impiantare un frutteto o una vite, per scegliere anche il portainnesto più adatto alle caratteristiche del terreno.

All’impianto, infatti, si cerca soprattutto di migliorare la fertilità e le caratteristiche generali del terreno, per cui non ci sono grandi differenze tra le diverse specie, che poi vanno trattate diversamente solo quando diventano produttive. Per questo, è fondamentale fare una fertilizzazione organica, che migliora molto le caratteristiche del terreno, con la sostanza organica che favorisce anche il radicamento.

L’azoto organico è importante perché favorirà un buon ingrossamento del tronco già dalle prime fasi. Non va mai messo il concime a diretto contatto con le radici, al fine di evitarne la bruciatura. L’Azoto deve essere dato in superficie, insieme a P e K, vicino la giovane pianta messa a dimora.

Allo scasso è necessario anche apportare abbondanti quantità zolfo, meglio tramite solfati.

Successivamente allo scasso, è importate un’ottimale periodo di allevamento, che riguarda i primi anni di vita, prima che le piante entrino realmente in produzione. Lo scopo, quindi, è di favorire lo sviluppo equilibrato delle piante.


Concimazione:

Nei primi 3-4 anni, 100 kg/ha di azoto e 50 kg/ha di fosforo, potassio e zolfo sono sufficienti per uno sviluppo equilibrato, meglio se in forma apportati con sostanza organica. Con concimi minerali, le dosi aumentano notevolmente.

In pre-impianto, intervenire al suolo con i concimi organici ed organo-minerali a base di AGROGEL®, gelatina idrolizzata per uso agricolo, ad alto contenuto di azoto e carbonio organici. L’azoto non è soggetto a perdite per lisciviazione e volatilizzazione, per cui questi concimi rispettano l’ambiente e riducono gli sprechi economici. La complessazione degli altri meso e microelementi alla matrice proteica consente una cessione progressiva e modulata, completamente naturale, che prolunga la disponibilità per le piante anche di fosforo, potassio, ferro, zolfo, limitando i fenomeni di immobilizzazione nel suolo.


Per via fogliare, intervenire con i concimi a base di GELAMIN® e biostimolanti di origine vegetale del programma VIRIDEM®. Matrici esclusive ottenute con processi esclusivi, l’idrolisi enzimatica e l’estrazione in CO2 Supercritica, che consentono di avere alti contenuti di azoto organico e di amminoacidi in forma prevalentemente levogira e di estrarre efficacemente le molecole ad azione biostimolante, come triacontanolo, vitamine, composti fenolici ed altre molecole bioattive. Gli amminoacidi, l’azoto e gli altri elementi assorbiti rapidamente, insieme ai composti ad azione biostimolante, favoriscono un’azione nutritiva e anti-stress. La stabilità delle matrici, la bassa salinità e il pH consentono la miscibilità con altri prodotti, anche fitofarmaci.