Redazionali

Biostimolanti: come distinguerne la qualità

24/11/2021

Il settore dei biostimolanti in agricoltura continua a crescere, a differenza di altri che, a causa di pandemie e stravolgimenti di mercato, hanno subito un duro colpo. Secondo le proiezioni fatte da Dunham Trimmer, il volume d’affari totale nel 2021 dovrebbe sfiorare i 3 miliardi di dollari, per cui molte aziende che producono mezzi tecnici vedono i biostimolanti come un’enorme opportunità di mercato.

I cambiamenti climatici e il susseguirsi di annate agrarie sempre meno prevedibili, come quest’ultima particolarmente siccitosa, hanno destato l’attenzione anche degli agricoltori più scettici, in merito al supporto che questi prodotti naturali possono dare per migliorare la resa e la qualità del raccolto.

I biostimolanti, infatti, aiutano le piante a superare gli stress migliorando vari aspetti fisiologici che abbracciano tutte le fasi principali del ciclo colturale, dalla radicazione allo sviluppo vegetativo, dall’aumento del numero e del calibro dei frutti, fino al miglioramento di vari aspetti qualitativi, in termini di contenuto zuccherino, sapore, colorazione e shelf-life.

Sul mercato però c’è ancora molta confusione, in quanto accanto ai “veri” biostimolanti (riconosciuti per legge), esistono semplici concimi o prodotti di sintesi ai quali vengono attribuite “miracolose proprietà biostimolanti”. In realtà, l’effetto di un biostimolante non è riconducibile alla presenza e all’apporto di macro e microelementi, né tantomeno di un principio attivo di natura chimica sintetizzato in laboratorio.

Il biostimolante è un prodotto “naturale”, il cui effetto è riconducibile ad una molecola o a una classe di composti naturali in grado di agire sul metabolismo primario e/o secondario delle piante migliorandone le prestazioni.

I biostimolanti naturali ILSA sono ammessi anche in agricoltura biologica

Il primo elemento che in Italia, permette di distinguere un biostimolante da un normale concime è la registrazione all’interno del D.Lgs. 75/2010 (Allegato 6, punto 4.1), che elenca quali sono i “veri” biostimolanti registrati in legge.
Inoltre, il nuovo Regolamento Europeo in materia di fertilizzanti (Reg. UE 2019/1009), che entrerà in vigore dal prossimo anno, prevede anche la categoria dei “biostimolanti” che, per essere registrati a livello europeo, dovranno avere determinate caratteristiche ed essere validati attraverso opportuni test da effettuare presso centri di saggio autorizzati.

ILSA conta nella sua gamma ben otto prodotti già registrati come “biostimolanti” per la legge italiana: ILSAC-ON, ILSASTIM+, ILSALEVA, ILSAVEGETUS, ILSADURADA, ILSAPOLICOS, ILSAMIN N90 e ILSATERMIKO. Se poi aggiungiamo altri due prodotti “ad azione specifica”, come SPLINTER NEW (coformulante) e AMICORAD (prodotto ad azione su suolo), otteniamo una top ten di prodotti che, ciascuno per le sue caratteristiche, funzionalità ed effetti, aiutano le piante a far bene il loro lavoro… e gli agricoltori ad aumentare il proprio reddito. Tutti prodotti “naturali” ammessi anche in agricoltura biologica!



Quali sono gli altri fattori che influenzano la qualità di un biostimolante?


ILSA
sfrutta il binomio “materia prima - processo di produzione” per sancire la maggiore qualità, l’efficacia e l’unicità dei propri biostimolanti. Usando diverse materie prime, differenti tra loro, cambia la composizione e quindi gli effetti finali del prodotto. Ma anche a parità di materie prime, se cambia il processo di produzione, il risultato finale è completamente differente.


Le materie prime naturali di ILSA?


Collagene e piante della famiglia delle Fabaceae.


E i processi produttivi?


Idrolisi enzimatica ed estrazione in CO2 supercritica.


Un binomio di altissima qualità, innovazione ed eco-sostenibilità! A partire da collagene, dunque, ILSA non utilizza solventi chimici ma specifici pool di enzimi per la produzione dei propri idrolizzati proteici e quindi di biostimolanti a base di amminoacidi liberi. In questo modo, gli idrolizzati proteici ottenuti per idrolisi enzimatica sono stabili, hanno bassa salinità e contengono amminoacidi liberi nella forma “levogira”, quella naturale e realmente utilizzata dalle piante, a differenza di altri processi che causano la “trasformazione” in destrogiri di più del 50% degli amminoacidi prodotti.




Ma non solo. ILSA usa il processo di idrolisi enzimatica per produrre anche biostimolanti 100% vegetali, a partire da piante della famiglia delle Fabaceae. Il risultato è l’idrolizzato enzimatico di Fabaceae, biostimolante a base di amminoacidi vegetali, vitamine, composti fenolici, saponine ed altri composti vegetali ad azione biostimolante, in particolare il triacontanolo, alcol che ha un’azione ormono-similare e che agisce come un vero e proprio attivatore enzimatico.

Altri tipi di idrolisi più aggressive distruggono completamente il triacontanolo. Inoltre, rispetto al triacontanolo di sintesi che si trova in commercio, quello naturale estratto dalle Fabaceae è completamente solubile e a disposizione delle piante.

Viridem®, il programma di ILSA per ottenere estratti vegetali che sono base della sua linea di biostimolanti 100% naturali, efficienti ed eco-sostenibili

Per aumentare l’efficacia di estrazione di questa molecola naturale ILSA ha adottato la tecnologia dell’estrazione in CO2 supercritica, una novità assoluta per la produzione di mezzi tecnici per il settore agricolo.

Regolando la condizioni di temperature e pressione, l’anidride carbonica si converte in un “fluido supercritico” (con caratteristiche intermedie tra gas e liquido) e diventa il solvente, assolutamente naturale e innocuo, in grado di estrarre il triacontanolo e le altre molecole vegetali ad azione biostimolante.

Disponendo di amminoacidi liberi, triacontanolo, vitamine, composti fenolici ed altre molecole completamente naturali e ottenute da materie prime “nobili” attraverso processi “esclusivi”, ILSA ha creato una gamma di biostimolanti davvero “unici”, con effetti sulle piante irraggiungibili con altri prodotti. Una gamma “certificata” dal marchio Viridem®, il programma che ILSA utilizza per produrre i propri biostimolanti 100% naturali, efficienti ed eco-sostenibili.