Buono a sapersi Tecnica
Concimazione post-raccolta: strategia nutrizionale per fruttiferi e vigneto
La concimazione autunnale per ricostituire le riserve e preparare un risveglio vegetativo più uniforme.
20/07/2026
Sommario:
La fase di post-raccolta rappresenta un momento chiave per ristabilire l’equilibrio nutrizionale della pianta. Intervenire in modo mirato consente di favorire l’accumulo di riserve e supportare un avvio vegetativo più regolare nella stagione successiva. In questo approfondimento analizziamo le basi fisiologiche e le soluzioni tecniche per una strategia efficace su fruttiferi e vigneto.
Il ruolo agronomico della concimazione post-raccolta
Dopo raccolta e vendemmia, la pianta entra in una fase fisiologica delicata: ha consumato ingenti risorse per sostenere produzione e maturazione dei frutti. In questo contesto, l’apparato fogliare – finché resta attivo – continua la fotosintesi e contribuisce al ripristino delle riserve.
La carenza di interventi nutrizionali adeguati può tradursi in:
- ridotte riserve di carboidrati e azoto negli organi di accumulo
- differenziazione a fiore meno efficiente
- germogliamento disomogeneo nell’annata successiva
La concimazione autunnale diventa quindi una leva tecnica per accompagnare la pianta verso la dormienza in condizioni equilibrate. In particolare, nelle annate caratterizzate da elevato carico produttivo o stress idrico estivo, la capacità della pianta di ricostituire autonomamente le riserve può risultare limitata, rendendo l’intervento nutrizionale ancora più strategico.
Fisiologia della pianta e accumulo delle riserve
Nel periodo post-raccolta, le specie frutticole e la vite iniziano a traslocare nutrienti e composti organici verso radici, tronco e gemme. Questo processo coinvolge in particolare:
- azoto organico, fondamentale per la sintesi proteica e la ripresa vegetativa
- carboidrati di riserva, accumulati sotto forma di amido
- microelementi come il boro, coinvolti nella fertilità delle gemme
Un apporto nutrizionale mirato consente di sostenere questi processi fisiologici, soprattutto in condizioni di stress o suoli a bassa fertilità.
L’efficienza di accumulo è strettamente legata alle condizioni termo-idriche e alla persistenza dell’attività fogliare e radicale: l’apparato radicale mantiene infatti una buona capacità di assorbimento finché la temperatura del suolo si mantiene indicativamente sopra i 10–12°C, condizione che rende efficace l’apporto nutrizionale post-raccolta.
Impianto di kiwi in post-raccolta: finché l'apparato fogliare resta attivo, la pianta continua la fotosintesi e accumula riserve.
Strategia nutrizionale ILSA: integrazione suolo + foglia
Concimazione al terreno: costruire la riserva
L’intervento al suolo rappresenta la base della strategia di concimazione post-raccolta. In questa fase, l’obiettivo è favorire l’accumulo di riserve attraverso un apporto di azoto organico coerente con i tempi fisiologici della pianta e con le condizioni del sistema suolo–impianto. Le soluzioni ILSA consentono di modulare l’intervento in funzione del livello di scarico della coltura e della fertilità del terreno, agendo sul rapporto tra disponibilità di azoto e gestione della sostanza organica.
FERTIL™ 12,5, concime organico azotato ad alta concentrazione, è indicato quando la stagione produttiva ha determinato un forte consumo di risorse. L’elevato contenuto di azoto organico favorisce una maggiore velocità di mineralizzazione rispetto alle altre soluzioni, utile a supportare il reintegro delle riserve e i processi metabolici ancora attivi nella fase post-raccolta.
FERTIL™ 10, concime organico azotato a rilascio progressivo, si colloca in una logica più equilibrata, adatta a impianti in condizioni di stabilità vegeto-produttiva. L’apporto nutrizionale è più progressivo e accompagna la pianta verso la dormienza senza eccessi, mantenendo un buon equilibrio tra nutrizione e gestione del suolo.
BI.OTTO™, fertilizzante organico per la gestione della sostanza organica del suolo, trova il suo posizionamento nei contesti in cui è prioritario intervenire sulla qualità della sostanza organica e sulla funzionalità biologica del terreno. La sua azione è più graduale nel tempo e contribuisce a creare condizioni favorevoli all’assorbimento dei nutrienti, risultando particolarmente indicato nei suoli meno dotati o con ridotta attività microbiologica.
In questa fase, la scelta del prodotto non dipende solo dal quantitativo di elementi apportati, ma dalla capacità di sincronizzare rilascio dell’azoto, accumulo delle riserve e condizioni del suolo, elementi determinanti per un corretto ingresso in dormienza e per la ripresa vegetativa della stagione successiva.
Concimazione fogliare: supporto rapido e mirato
Nella fase di post-raccolta, la nutrizione fogliare rappresenta un complemento strategico all’intervento al suolo, consentendo di intervenire direttamente sull’apparato fotosintetico quando è ancora attivo. In questo periodo, la pianta è impegnata nei processi di traslocazione e accumulo delle riserve: un apporto mirato per via fogliare permette di supportare in modo rapido il metabolismo, integrando elementi chiave coinvolti nella differenziazione delle gemme e nella sintesi dei composti di riserva.
ILSAMIN® N90, biostimolante fogliare ad alto contenuto di amminoacidi levogiri, apporta azoto a rapida assimilazione, contribuendo a sostenere l’attività enzimatica e i processi metabolici che governano l’accumulo di sostanze azotate negli organi di riserva. L’azione degli amminoacidi, ottenuti da un processo di idrolisi enzimatica, risulta particolarmente efficace nella fase finale dell’attività fotosintetica e per ottimizzare l’efficienza nutrizionale prima della caduta fogliare.
ILSAMIN® BORO, concime fogliare con boro complessato ad amminoacidi, integra un microelemento determinante per i processi fisiologici legati alla fertilità delle gemme. Il boro è coinvolto nella differenziazione a fiore e nella mobilità degli zuccheri, e può contribuire a migliorare il potenziale di allegagione nella stagione successiva.
L’associazione dei due prodotti consente di intervenire in modo complementare su metabolismo azotato e funzionalità delle gemme, rafforzando i processi di accumulo in una fase in cui la capacità della pianta di immagazzinare riserve rappresenta uno dei principali fattori di stabilità produttiva.
L’efficacia dell’intervento fogliare è strettamente legata alla tempestività: applicazioni tardive, con foglia senescente, riducono significativamente la capacità di assorbimento e traslocazione dei nutrienti.
Differenze operative tra vigneto e fruttiferi
Pur condividendo le stesse basi fisiologiche, vite e fruttiferi presentano dinamiche differenti nella fase post-raccolta. Nel vigneto, in particolare, i processi di accumulo risultano concentrati nel periodo immediatamente successivo alla vendemmia, rendendo la tempestività dell’intervento un fattore critico.
Nei fruttiferi, invece, la fase di accumulo può risultare più distribuita nel tempo, ma fortemente influenzata dalla persistenza della superficie fogliare attiva. Queste differenze rendono ancora più importante adattare timing e intensità della strategia nutrizionale alle specificità della coltura.
Vigneto in post-vendemmia: con chioma ancora attiva, la vite trasloca azoto organico e carboidrati verso radici, tronco e gemme.
Benefici agronomici ed economici della strategia
Una corretta concimazione di post-raccolta può tradursi in vantaggi concreti nel medio periodo:
- maggiore uniformità di germogliamento
- migliore differenziazione delle gemme a fiore
- maggiore equilibrio vegeto-produttivo
- riduzione degli interventi correttivi nella fase primaverile
Dal punto di vista economico, una gestione nutrizionale efficace aiuta a ridurre la necessità di interventi correttivi in primavera (fertilizzazioni e biostimolazioni di recupero), a migliorare l’uniformità produttiva e a contenere le disomogeneità all’interno dell’impianto, con effetti positivi sulla gestione operativa e sulla qualità della produzione. Un corretto accumulo delle riserve contribuisce inoltre a una maggiore prevedibilità della risposta vegetativa, aspetto determinante per ottimizzare le scelte tecniche nelle fasi successive.
ILSA nella gestione della nutrizione post-raccolta
I prodotti indicati per la strategia – FERTIL™ 12,5, FERTIL™ 10, BI.OTTO™ per il suolo e ILSAMIN® N90 e ILSAMIN® BORO per applicazioni fogliari – sono ammessi in agricoltura biologica e consentono di intervenire in modo coerente sul sistema suolo–pianta. Un’impostazione nutrizionale strutturata già a fine ciclo consente di favorire la continuità produttiva dell’impianto, contribuisce a limitare la variabilità di risposta e a costruire le condizioni per una gestione agronomica più precisa nella stagione successiva.
FAQ – Domande frequenti
Quando iniziare la concimazione post-raccolta?
È consigliabile intervenire subito dopo la raccolta, quando le foglie sono ancora funzionali e la pianta è attiva dal punto di vista metabolico. In questa fase, infatti, l’apparato fogliare continua a fotosintetizzare e a traslocare nutrienti verso organi di riserva e gemme. Intervenire precocemente è fondamentale anche perché l’attività radicale rimane efficace finché le temperature del suolo lo consentono, favorendo l’assorbimento dei nutrienti apportati.
L’intervento al suolo agisce nel medio periodo sulla fertilità e sulle riserve, mentre quello fogliare consente un’integrazione rapida e mirata dei nutrienti strategici.
È particolarmente utile in colture dove la fertilità delle gemme è un fattore critico, come vite e fruttiferi.
La scelta dipende dallo stato dell’impianto e dal livello di fertilità del suolo: FERTIL™ 12,5 per reintegri più intensi, FERTIL™ 10 per strategie equilibrate, BI.OTTO™ per valorizzare la componente organica del terreno.
No, le due fasi sono complementari: l’autunno è dedicato alla costruzione delle riserve, la primavera al sostegno della nuova crescita.






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